Diciassette domande, sette minuti, nessuna email per iniziare. Alla fine non ti diamo un punteggio di maturità digitale - quelli non servono a niente. Ti diamo un numero di ore all'anno e quanto valgono, con il calcolo in chiaro.

Diciassette domande su come lavora davvero la tua azienda. Rispondi a occhio: una stima onesta vale più di un dato preciso che non hai. Nessuna email per cominciare - la chiediamo solo se vuoi il rapporto completo.
Costo orario usato: 28 €(non hai indicato il costo: abbiamo usato 45.000 € annui), su 1.600 ore lavorate. È una stima prudenziale costruita sulle tue risposte, non una promessa: serve a decidere se vale la pena guardarci dentro.
Il semaforo più basso è il collo di bottiglia: è lì che si decide se un progetto funziona, non sullo strumento scelto.
È la voce con il maggior numero di ore recuperabili: circa 0 ore all'anno prima delle correzioni. Un primo intervento mirato qui si misura in poche settimane e non richiede di toccare il resto dell'azienda. Un processo alla volta: chi ne apre tre insieme non ne chiude nessuno.
Dalle tue risposte i dati che servirebbero stanno in file sparsi o nella testa di poche persone. L'AI su dati disordinati amplifica il disordine: prima si mette ordine, poi si automatizza. Costa meno e dura di più.
Non è un rimprovero: è la situazione della maggior parte delle imprese che l'hanno adottata. Ma se gli strumenti girano su dati di clienti o dipendenti e nessuno tiene traccia di chi usa cosa, è la prima cosa da sistemare - prima ancora di ottimizzare qualcosa.
È il motivo per cui la maggior parte di questi progetti si ferma, e non dipende dallo strumento. Prima di investire in tecnologia, individua chi in azienda avrà il mandato e il tempo: senza quel nome, ogni sprint resta un esperimento.
Dalle tue risposte le ore in gioco sono poche: un progetto di automazione ti costerebbe più di quanto ti restituisce. Te lo diciamo adesso invece di venderti uno sprint. Se il quadro cambia - cresce il volume, entra personale nuovo - rifai il check.
Questo check misura quello che sai tu della tua azienda. La verifica vera si fa guardando due settimane di lavoro reale, e di solito il numero si sposta - a volte in su. Se vuoi, ne parliamo.
Le percentuali di recupero che usiamo sono stime prudenziali, dichiarate nel rapporto voce per voce: non una scatola nera e non una promessa. Le stiamo ritarando sui casi reali che seguiamo, e quando avremo numeri misurati sostituiremo le stime - dicendolo.
Nel 2025 l'uso dell'intelligenza artificiale fra le imprese italiane con almeno dieci addetti è raddoppiato: dall'8,2% al 16,4%. Le PMI sono passate dal 7,7% al 15,7%, le grandi imprese dal 32,5% al 53,1% - il divario, invece di chiudersi, si è allargato da venti a trentasette punti.
Ma il dato che racconta meglio questo momento è un altro: fra le imprese che dichiarano di usare l'AI, la quota che non sa associarla ad alcun ambito aziendale è salita dal 15,5% al 33,4% in un anno. Si aprono account, qualcuno la usa per conto suo, e nessuno misura niente. Questo strumento serve a mettere un numero al posto della sensazione.
Fonte: Istat, Imprese e ICT - Anno 2025, pubblicato il 15 dicembre 2025.
Non tutte le aziende hanno un problema che l'AI risolve. Se dalle tue risposte esce un numero basso, il rapporto lo scrive: oggi non è la tua priorità. Preferiamo perdere uno sprint che venderti una cosa che non ti serve.